Di Lorenzo Blone

Pavia. In occasione della Giornata Internazionale della donna, l’Amministrazione Comunale ha voluto ricordare Adelina Sejdini, una donna albanese vissuta per anni a Pavia e che nella sua giovinezza è stata schiava della tratta delle bianche da parte della mafia albanese e costretta con torture e violenze atroci a prostituirsi. Adelina ha avuto il coraggio però di ribellarsi denunciando i propri aguzzini e facendo arrestare decine di mafiosi e sfruttatori. Purtroppo ha scoperto di avere un tumore all’ultimo stadio e ha chiesto la cittadinanza italiana per non dover pagare le costose cure a cui doveva sottoporsi, ma lo Stato italiano gliel’ha negata e quindi Adelina, dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero degli interni, ha deciso di suicidarsi gettandosi dal Ponte Garibaldi a Roma. Due cittadini pavesi, Lorenzo Blone ed Erika Rinaldi, tre anni fa hanno iniziato una vera e propria lotta con la burocrazia per cercare di far in modo che Pavia ricordasse Adelina e ieri, alla presenza del sindaco Michele Lissia e del consigliere comunale Antonio Demontis, hanno ottenuto un primo risultato molto importante con l’intitolazione di un’area verde tra viale Campari e via San Giovannino.

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