CAMPO DI MARTE. Quando nel 1911 venne ufficialmente fondato il Pavia, inizialmente giocava in zona Campo di Marte: il terreno di gioco era situato in un’area che però non versava in buone condizioni e che nel giro di pochi anni divenne sede di uno stabilimento della Necchi.


STADIUM. Fu così che in data 13 settembre 1914, su iniziativa di Mauro Calcagni, venne inaugurato lo Stadium, nella zona di San Giuseppe, progettato non soltanto per il calcio: era infatti dotato di un anello di cemento che ha ospitato altre competizioni sportive, dal ciclismo alla ginnastica, dall’atletica leggera a riunioni motoristiche, fino all’esibizione di un circo equestre. Tornando al calcio giocato, l’impianto fu inaugurato con la disputa di due amichevoli: Pavia-Enotria, dove i padroni di casa vennero sconfitti immeritatamente per 2-1, alla quale seguì un salomonico pareggio per 2-2 tra l’Internazionale e il Genoa. Di lì a poco, l’attività dovette essere sospesa a causa della Grande Guerra. Dopo il Primo Conflitto Mondiale, nel 1919 per un breve periodo il Pavia tornò a disputare le partite interne a Campo di Marte, ma dal mese di ottobre dell’anno successivo poté tornare nel ristrutturato Stadium, che nel triennio successivo – fino al 1922 – ospitò partite di Prima Categoria, il massimo campionato dell’epoca, che tuttavia non aveva lo stesso sapore di quello attuale: superando una fase gironale e regionale, si poteva accedere alla fase finale nazionale. 


IL COMUNALE. Lo Stadium fu il principale campo cittadino fino al 1929, anno dal quale, come recita una canzone tanto amata dai supporters azzurri, “sulla sponda dell’Alzaia batte il cuore del Pavia”. Il vecchio impianto, infatti, venne sostituito dal campo sportivo comunale realizzato a pochi passi dal poligono di tiro, prima di essere demolito e sostituito da edifici residenziali. L’esordio del Pavia al comunale avviene in data 17 novembre 1929 contro la Comense: neanche un minuto di gioco e il pavese Ratti porta avanti gli azzurri, tuttavia ad imporsi saranno gli ospiti per 3-1. Originariamente, vi era una sola tribuna centrale, interamente coperta. Con il tempo, sono stati effettuati lavori di ampliamento e adeguamento dello stadio che, con la costruzione di tribune in ogni zona del campo, hanno portato la capienza a 5000 posti: a differenza del predecessore non c’è la pista d’atletica, dettaglio che permette di godere di una buona visibilità in tutti e quattro i settori, interamente coperti e rialzati di qualche metro rispetto al rettangolo verde, per garantire al meglio la visuale a tutti gli spettatori. La tribuna centrale – ovest – nel settembre del 2009 è stata intitolata al celebre giornalista sportivo nativo di San Zenone Gianni Brera (1919-1992), ed ha sempre mantenuto la struttura degli anni Venti. Successivamente è stata costruita la tribuna est, per capienza il secondo settore dello stadio. Negli anni Settanta è il turno della Curva Sud, cuore pulsante del tifo azzurro e tanto amata dai pavesi, i quali, però, hanno vissuto un’ampia parentesi in curva nord, dal 2002 al 2015, quest’ultimo il settore di più recente costruzione dal momento che è stata realizzata negli anni Novanta e terminata per l’avvio della stagione 2002/2003: nella stagione precedente si gettarono le basi per l’inversione delle curve con i tifosi ospiti ai quali era destinata la sud, mentre i locali occupavano il rettilineo della tribuna est nelle vicinanze proprio della nord, precedentemente adibito a settore ospiti. Da novembre del 2009 la curva nord è intitolata allo storico capitano azzurro Fabio Ardizzone, scomparso prematuramente in un incidente stradale a Milano il 31 agosto dell’anno precedente. 


CURIOSITA’.Per gli amanti delle statistiche e della legge dei grandi numeri, la prima e l’ultima partita dove la curva dedicata ai supporters pavesi è stata la nord sono entrambe terminate sul risultato di parità: il 15 settembre del 2002, con la nord piena zeppa di tifosi nel giorno della sua inaugurazione, Pavia-Monza termina 2-2: al vantaggio dei brianzoli con Pagani risponde un colpo di testa di La Cagnina su assist di Gheller, dopo pochi minuti gli ospiti si riportano avanti con Cancellato per poi venire raggiunti grazie ad un rigore che Ambrosoni trasforma in piena zona Cesarini proprio sotto la nord: il Pavia vincerà poi il campionato, ottenendo la promozione in C1 con ben tre turni d’anticipo. Sempre in terza serie, nel primo anno della C unica a tre gironi, il 15 febbraio 2015 va in scena uno spettacolare 3-3 tra Pavia e Novara: alla botta dalla distanza di Bianchi risponde Soncin a fine primo tempo, gli ospiti prendono il largo nella ripresa grazie a Evacuo e Gonzalez ma gli azzurri la riprendono proprio allo scadere grazie a un ispirato Cesarini e ad un letale Ferretti, autore di una doppietta: per i supporters pavesi il gol del pareggio dello Squalo Bianco e l’annessa memorabile esultanza, saranno gli ultimi momenti di gloria vissuti in nord, prima del ritorno in sud nella partita interna successiva, dove si prenderanno una piccola rivincita sul Mantova col quale persero la finale dei playoff per la serie B dieci anni prima, superandolo per 2-1 grazie a una doppietta di Marchi: il rigore trasformato sotto la nord da Said che spiazza Facchin, col quale i virgiliani pervengono al momentaneo pareggio, è una sorta di consacrazione della nord come settore ospiti. 


COPPE, NAZIONALI E… CAMPO NEUTRO. Il Comunale vede calcare il proprio rettangolo verde dal 1930 dal Pavia, che, a parte qualche stagione in Prima Categoria non ha mai giocato in serie A. Tuttavia, al Comunale una gara della serie A a girone unico si è giocata, proprio nella primissima stagione in cui è stato adottato il format a girone unico con incontri di andata e ritorno: si tratta di Genoa-Cremonese, e la scelta del Comunale di via Alzaia fu motivata dal fatto che il Campo di Via del Piano, allora sede delle partite del Grifone, fu squalificato a seguito degli incidenti avvenuti durante e dopo la precedente partita dei rossoblu con il Modena. Si giocò dunque a Pavia il 13 aprile 1930 davanti a una buona cornice di pubblico sugli spalti nonostante la pioggia: la partita terminò con il successo del Genoa 1893 per 2-1. Nello stesso anno, precisamente il 16, il 30 gennaio e il Primo maggio, il pubblico pavese nel suo nuovo stadio può ammirare alcune amichevoli della Nazionale di Vittorio Pozzo, che ne era diventato commissario tecnico da pochi mesi e dove tra gli altri militavano diversi campioni dell’epoca, su tutti il portiere Giampiero Combi, il centravanti italo-argentino Raimundo “Mumo” Orsi e l’astro nascente Giuseppe Meazza, col Pavia a fare da sparring partner. Diverse poi, sono state le amichevoli di prestigio disputate sul rettangolo verde di via Alzaia: memorabile la sfida con la Juve di Vialli e Ravanelli che al Fortunati il 24 febbraio 1993 realizzano quattro gol in due, con Penna Bianca autore di una tripletta, per i bianconeri segnerà ancora Moeller, mentre il momentaneo pari azzurro dopo la prima delle tre reti di Ravanelli era stato realizzato da Uberti. Da non dimenticare, inoltre, all’inizio del nuovo millennio, le sfide precampionato con l’Atalanta di Vavassori nell’estate 2002 e 2003: 2-4 e 0-2 i risultati a favore degli orobici, con il Pavia che nella prima occasione riuscì ad andare addirittura avanti per 2-1 grazie alla doppietta di Joelson, fratello del pi celebre Pià prima di cadere sotto i colpi di Cristiano Doni, che proprio nell’anno del mondiale nippocoreano si fece notare per la sua vena realizzativa, mentre l’anno successivo prima della doppietta di Davor Vugrinec gli azzurri riuscirono a concludere il primo tempo a reti bianche. Nel 2004 e 2005, con la Vecchia Signora in ritiro a Salice Terme, si disputeranno altre due amichevoli di prestigio al Fortunati contro la Juventus di Fabio Capello: 4-2 per gli zebrati il 18 luglio 2004, Kapo, Zalayeta, Miccoli e Tacchinardi per la Juventus, Ceccarelli per il momentaneo 1-1 e il giovane Angelillo per il gol della bandiera degli azzurri. Che il 17 luglio dell’anno successivo passeranno addirittura in vantaggio grazie a un eurogol di Fasano, prima dell’autorete di Gorini, Ibrahimovic, Mutu, Zalayeta e di Lorenzo Spagnoli su calcio di rigore, uno dei vincitori della prima edizione del reality show di stampo calcistico “Campioni il sogno”. Infine, da ricordare che anche la Sampdoria di Novellino e quella di sir Claudio Ranieri hanno calcato il manto erboso del Fortunati: nella prima occasione i blucerchiati hanno affrontato e superato il Pavia con un secco 3-0 grazie alla rete di Francesco Flachi e alla doppietta di Lamberto Zauli, nella seconda, in pieno post covid e con accesso contingentato davanti al green pass, si sono affrontati in amichevole sul neutro di via Alzaia i blucerchiati e l’Hellas Verona: vinceranno gli uomini di mister Ranieri per 1-0, il gol decisivo è di Jeison Murillo.


Con l’avvento del nuovo millennio il Fortunati ospita una gara di qualificazione della Coppa Italia dei grandi: si affrontano il Torino, che milita in serie B e il Varese, che invece fa la C1. Passano il turno preliminare i granata con un perentorio 3-0 grazie a una rete di Tricarico, ma c’è anche un po’ di passato azzurro in campo: decisivo per i granata l’ex bomber azzurro Stefan Schwoch, autore di una doppietta. E futuro prossimo: nelle file dei biancorossi militano alcuni giocatori che di lì a poco vestiranno la maglia azzurra: Gorini, Bandirali, Gheller e Ambrosoni. Il Fortunati ospita poi per ben due volte la Nazionale Under 21 di Claudio Gentile: il 5 settembre 2003 Italia-Galles, valevole per la qualificazione agli ottavi degli Europei Under 21, dove gli azzurrini, vincono con un larghissimo 8-1: poker di Gilardino, doppietta di Sculli, Brighi e Borriello i marcatori, schierando tra gli altri Amelia, De Rossi e Gilardino che il 9 luglio 2006 diventeranno Campioni del Mondo con la Nazionale A.
Due anni dopo, il 25 marzo 2005, Bianchi e Rosina firmano il 2-0 sui pari età della Scozia. Pochi mesi dopo, precisamente il 21 agosto, va in scena Pavia Bari del terzo turno di Coppa Italia, ultima partita diretta dall’arbitro Pierluigi Collina della sezione di Viareggio, che segna la fine di quasi trent’anni di onorata carriera arbitrale. Passeranno il turno i galletti ai calci di rigore vincendo 6-5, e il celebre arbitro pelato ricorderà alcuni anni dopo: “Una partita talmente lunga che sembrava che i calciatori volessero allungarla all’infinito per farmi rimanere in campo il più possibile nella mia ultima apparizione.”
Una delle ultime ventate di grande calcio in via Alzaia si respira il 31 luglio 2016: è un momento non facile per il Pavia, estromesso dal calcio professionistico e da poco fallito: causa inagibilità del Sinigaglia al Fortunati si affrontano Como e Montecatini per il turno preliminare di TIM Cup, anche in questa occasione ci sono in campo due ex azzurri – Nossa nelle file dei lariani, Gambadori in quelle dei toscani – e come la volta precedente il risultato è 3-0: Di Quinzio, Chinellato e Le Noci regalano al Como la qualificazione. Seguiranno anni difficili, per il calcio a Pavia: da ricordare, nella stagione 2019/2020, la pagina amara dell’esilio dal Fortunati, con la disputa delle partite interne sul campo di Trezzano Sul Naviglio a causa di problemi logistici e legali, terminata il 2 settembre 2020 con la disputa di un’amichevole celebrativa tra Pavia e Sancolombano terminata 3-1 per gli azzurri, Bahirov, Procida e Romanini i marcatori.


STADIO “PIETRO FORTUNATI”. Dal 9 dicembre 1990 il Comunale di via Alzaia è intitolato al Cavalier Fortunati, dirigente che negli anni Cinquanta ha portato il Pavia al suo traguardo di maggior prestigio: la serie B, ottenuta dopo aver affrontato difficoltà che in pochi sarebbero stati in grado di superare. Appassionato di sport da sempre, si trasferisce con la famiglia a Pavia da Magherno e fa il suo ingresso nella società di via Alzaia nel 1943, diventando ben presto un punto di riferimento per tutti, occupandosi dei problemi gestionali e circondandosi di collaboratori capaci, indicando loro la strada da seguire. Tra i primi in Italia ad introdurre la categoria dei Pulcini, andava alla ricerca di piccoli atleti negli oratori insieme al caro amico don Giovanni Vai, e dopo la tragedia di Superga è lui a volere che le maglie del Pavia che diventino granata, in onore e in memoria del Grande Torino.
Con la riforma della serie C del 1948, compie un lavoro diplomatico con la Federcalcio per fare in modo che vi rientri anche il Pavia, e giovandosi dell’amicizia con grandi personaggi dell’epoca – il presidente dell’Inter Masseroni su tutti – riesce a portare a Pavia calciatori di valore assoluto, concludendo trattative molto difficili grazie alla sua competenza e alle sue abilità nel mediare e nel saper negoziare, costruendo la squadra, allenata da Giovanni Brezzi, che nella stagione 1952-53 conquista la promozione in serie B, riuscendo a mantenere la categoria per due stagioni prima del ritorno in C. Divenuto Commissario Straordinario a seguito di nomina da parte della Federazione nel 1953, negli anni ha continuato ad essere un infaticabile tuttofare – povar ma gnuc, recita un noto stricione dei tifosi pavesi – che ha dovuto affrontare gravi problemi, facendo tesoro del poco denaro a disposizione nelle casse del club, sapendo venire a capo di ogni momento critico. Fino al 30 agosto 1957, quando anche lui è costretto ad arrendersi e a vedere il suo Pavia estromesso dalla serie C, ed uscendo dal club dopo 14 anni. Muore il 10 novembre 1987, anno in cui gli viene assegnata la civica benemerenza di San Siro: ai funerali, che partono dal San Matteo e transitano davanti al Comunale, partecipa tanta gente: il ricordo del suo ruolo nel periodo di massimo splendore del calcio pavese è e resterà incancellabile. Proprio dal giorno di San Siro di tre anni dopo, il maggiore impianto calcistico pavese viene intitolato a quel dirigente che per quasi tre lustri, nelle difficoltà, è riuscito a far toccare a Pavia l’apice della storia sportiva: quel giorno gli azzurri, che in quella stagione prendono parte al campionato di serie C1, disputando una stagione della quale il Cavalier Fortunati sarebbe stato fiero, scendono in campo in via Alzaia contro il Lanerossi Vicenza, onorando al meglio non solo l’intitolazione dell’impianto ma anche l’impegno, vincendo per una rete a zero grazie a un gol di Baldo.

Commenti disabilitati