3 NOVEMBRE 1911: questo il giorno in cui nasce ufficialmente il calcio a Pavia. Per l’occasione, ci siamo chiesti come gli azzurri hanno festeggiato sul campo. La nostra indagine, dopo aver consultato vari siti internet, nostri archivi personali e una preziosissima risorsa come il libro di Giovanni Bottazzini e Carlo Fontanelli Il Calcio a Pavia. 1911-2011 Un secolo di emozioni edito da GEO Edizioni, tiene conto non solo delle partite disputate effettivamente in data 3 novembre, ma anche di quelle di pochi giorni antecedenti o posteriori, a seconda del calendario di ogni stagione: sono davvero pochissime le occasioni nelle quali il Pavia non è sceso in campo a ridosso del ponte di Ognissanti.
GLI ESORDI. La prima partita disputata nei giorni del compleanno del Pavia della quale abbiamo notizia risale al campionato di Promozione, equiparabile all’attuale serie B, in trasferta a Monza, l’8 novembre 1914, ed è vinta 4-1 dagli azzurri grazie alle reti di Preti, doppietta di Giuseppe Cattaneo e gol di Giovanni Cattaneo (fratelli, ndr). Gli azzurri saranno poi campioni di Lombardia, titolo che varrà loro la promozione in Prima Categoria, l’attuale serie A che però non è ancora quel campionato a girone unico che oggi conosciamo. Il primo compleanno amaro il Pavia lo vive nella stagione 1921/22, sconfitto sul campo dell’Esperia Como per due a zero. Perderà col medesimo risultato col Saronno il 4 novembre del 1923: a fine stagione il Pavia retrocede in Terza Divisione e resta inattivo. Segue, fino al 1927/28 una fase interlocutoria, con la presenza dell’Arduino Pavia e del Vittoria Pavia, che a seguito della fusione nell’estate del 1928, ridanno vita all’A.C. Pavia che riparte dalla Sconda Divisione: vince il campionato, e all’indomani del suo compleanno ottiene un pareggio sul campo dell’Alleanza Milano, il primo di questa speciale classifica per gli amanti della statistica, cui seguiranno quello del 2 novembre 1930 sul terreno di gioco della Sestrese (3-3) e il pari a reti bianche nella stagione 1934/35, nella quale il Pavia è vittima di problemi societari che lo porteranno a una nuova retrocessione e alla conseguente radiazione, che lo porterà a sospendere l’attività per la stagione successiva. Dal 1936 al 1942 saranno la Pavese Luigi Belli, che negli incontri a ridosso del 3 novembre vanta un bilancio di due vittorie, due sconfitte e tre pareggi, e per breve tempo la Necchi Pavia, a portare avanti la tradizione calcistica cittadina. Le due società si fondono e l’AC Pavia nel 1942, si iscrive alla serie C.
IL SECONDO DOPOGUERRA, LA SERIE B E LA RIPARTENZA. Dopo gli eventi bellici, ad un periodo di assestamento segue la grande gioia dell’agognata promozione in serie B, l’ultima dell’ultracentenaria storia azzurra, nel 1953: pochi mesi prima, il 2 novembre dell’anno precedente, il Pavia, guidato da mister Giovanni Brezzi, si era aggiudicato il derby con il Vigevano grazie a una rete del centrocampista Braga.
Con i ducali saranno altri due i derby disputati a ridosso del compleanno degli azzurri: nella stagione 1962/63 (1-1) e nel 1977/78 (quella del ritorno in C2 dopo 11 anni, dove gli azzurri di Gigi Bisleri vengono sconfitti per 2-0).
Poco fortunato il primo degli ultimi due compleanni nella serie cadetta, vista e considerata la manita subita dal Verona nel giorno di Ognissanti, mentre l’anno seguente, nonostante il successo interno sul Modena firmato da Perin e Cuzzoni, la squadra arriva all’ultimo posto e retrocede in serie C. Seguono alcune stagioni tribolate causa gravi problemi societari in terza serie ed in data 11 settembre 1957 arriva il fallimento, ed è il Pro Pavia a ripartire dalla Prima Divisione Lombardia: il 3 novembre dello stesso anno supera per 2-1 il Gambolò tra le mura amiche grazie alle reti di Scarabelli e Padoan: il cuore azzurro batte ancora… Si susseguono alterne vicende, che vedono coinvolte la citata Pro Pavia e la Ferruccio Ghinaglia Lardirago – diventata poi A.S. Pavia – fino a quando nel 1960 il maggiore sodalizio cittadino torna a chiamarsi A.C. Pavia e sale subito in serie D, dove militerà con alterna fortuna per tutto il decennio, dettaglio nel quale si rispecchiano i compleanni azzurri, in cui il Pavia talvolta vince e pareggia, ma riceve anche una cinquina dal Pietrasanta: il peggiore passivo subito nei pressi del 3 novembre.
DERBY E RIVALITÀ. Nella stagione 1966/67, al termine della quale il Pavia ottiene la promozione in C2, si fa un regalo di compleanno in anticipo: Dabusti e Zucchinali piegano il Voghera nel derby, disputato anche in diverse altre stagioni, come nel campionato 69/70: a Rebutti risponde Maestri, stavolta finisce 1-1. E poi nell’82/83 in C2, quando siede sulla panchina azzurra mister Bruno Baveni: Maniscalco e Santino Pozzi i marcatori per gli azzurri, Lucchetti per il gol della bandiera dei rossoneri. Dopo alcuni anni da squadra ascensore tra terza e quarta serie, in C2 nell’88/89 gli azzurri appena freschi di compleanno possono nuovamente esultare per i tre punti nel derby grazie alla rete di uno dei loro uomini simbolo di quel periodo: Marco “Bubu” Dell’amico.
Sempre a proposito di derby e rivalità molto sentite, nella stagione 89/90, culminata con la storica promozione in C1 ottenuta sul campo di Sarzana, impossibile dimenticare il perentorio 3-0 rifilato al Novara (già superato 2-1 nel lontano 1933) dai ragazzi allenati da mister Giorgio Campagna, grazie alle reti di Guerra, Ricky Massara e Civeriati. È nuovamente tempo di derby anche nel 96/97: gli azzurri, con Walter Rampini al comando della società, si trovano nel bel mezzo di un periodo nero che culmina con la doppia retrocessione in D e in Eccellenza l’anno successivo, passano in vantaggio al Parisi subito dopo due minuti con un rigore di Marco Bruzzano, ma ad imporsi saranno i rossoneri, nelle cui file militano i futuri azzurri Tutone, Preite e Sciaccaluga. Di questi sarà in campo soltanto Aldo Preite nella stagione 1999/2000, quando gli azzurri, a differenza delle annate precedenti, hanno appena inaugurato una scalata memorabile, nel derby vinto 4-0 dagli azzurri al Fortunati grazie alle reti di Mazzina, Ardizzone, Robbiati e Pastorino.
80 NOSTALGIA DEI 90. Dopo che sul finire degli anni Settanta il Pavia, trascinato dai gol di Puricelli, decisivo in occasione delle vittorie ottenute in occasione dei compleanni del 1977 e ’78 con Rotaliana e Pro Patria, “Cosa resterà di questi anni Ottanta”? Sicuramente in casa azzurra saranno ricordati come un decennio segnato dagli ultimi anni della presidenza di Migliorini e a seguire quelle di Riboni, ma soprattutto di Claudio e Giusy Achilli, in cui gli azzurri si alterneranno tra C1 e C2. Il decennio dei compleanni azzurri inizia con una sconfitta interna con la Rhodense e prosegue con un pirotecnico 3-3 a La Spezia, continua come detto sopra con un derby vinto e con il Pavia di Ernesto Villa che grazie a Pozzi, Corti e Sangiorgio piega in casa la Brembillese e vola spedito verso la C1; poi, con Gianni Bui in panchina torna a vincere la vigilia del suo compleanno grazie ai gol di un certo Roberto “Rambo” Rambaudi in rampa di lancio e Turrini.
Dopo il terzo ritorno in C1 agli albori degli anni Novanta, il Pavia ottiene un pari a reti bianche a Trento nel giorno successivo al suo ottantesimo compleanno: in panchina siede Giovanni Meregalli e in campo, tra gli altri, troviamo elementi di spicco del passato, presente e futuro azzurro come Max Allegri, Ricky Massara, Luciano Dondo, Antonio Gambino, e Raffaele Solimeno. Si osserva una giornata di sosta invece nella stagione 91/92, in cui gli azzurri retrocedono in C2. Non ci sono i presupposti per una pronta risalita, ma come spesso accaduto nella sua storia, in quegli anni Pavia assiste alla nascita di alcuni calciatori che disputeranno una carriera di tutto rispetto: nella stagione 92/93 il regalo di compleanno è un bel 4-0 a Varese, del quale va ricordata una memorabile tripletta di Christian Scalzo, mentre l’anno seguente è Stefan Schwoch a piegare la Solbiatese.
GLI ANNI D’ORO DEL GRANDE… PAVIA.
Con l’avvento alla presidenza della famiglia Calisti a cavallo tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio inizia un periodo d’oro, ancora oggi reputato il migliore della storia recente azzurra, in cui il Pavia onora alla grande sul campo ogni candelina in più che spegne: dopo il pari a reti bianche col Vigevano e la vittoria nel derby col Voghera di fine anni Novanta – vedi sopra – nel campionato di serie D 2000/2001 alla Dossenina i ragazzi di Mister Marco Torresani battono il Fanfulla per 3-0 nel primo scontro diretto per la C2: Rossini, La Cagnina e Dondo firmano una vittoria che ha il sapore del compendio di un campionato dove il Pavia, come battuto da tutti i giornali in quel periodo, è una vera e propria invincible armada. Al ritorno nel calcio che conta, all’indomani del suo compleanno, un pimpante Pavia piega il Viareggio tra le mura amiche del Fortunati, non solo grazie a due rigori trasformati da Nordi e Ambrosoni, ma anche grazie ad uno dei gol più belli visti in via Alzaia: una splendida conclusione da centrocampo ad opera di Super Mario Rossini. La stagione 2002/2003 è quella in cui il Pavia vince la C2, e pochi mesi prima festeggia vincendo proprio nel giorno del suo compleanno contro la Biellese: le reti sono del brasiliano Joelson Inacio e del rientrante Omar Nordi dopo l’annullamento del suo trasferimento all’Alessandria. È il primo di 16 gol dello Sceicco in campionato che valgono la serie C1 attesa da 12 anni e che consacrano Omarone bomber di sempre degli azzurri, il quale anche in C1 è nuovamente presente nel tabellino dei marcatori: l’avversario è la Pro Patria che gli azzurri avevano già battuto 2-1 nello stesso periodo in C2 nel campionato 1977/78 grazie alle reti di Puricelli e Guarisco, e il 2 novembre 2003 il Pavia supera i bustocchi al Fortunati grazie a un colpo di testa di Nordi, un pallonetto di Breviario, e una punizione di Mavillo Gheller, ma nonostante una squadra che sul campo dà tutto e che solo per questo meriterebbe di salvarsi, retrocede. Ma nel giro di poche settimane il Pavia viene ripescato, e per il compleanno dell’anno dopo si regala la sua miglior prestazione stagionale, superando per 3-1 lo Spezia (che, come vedremo a breve, ritroveranno pochi anni dopo): Gorini, Ciullo e Ceccarelli i marcatori. La manita alla Fermana della stagione 2005/2006 è la vittoria più larga del Pavia a ridosso del suo compleanno: decidono le doppiette di Veronese e Chianese e gol di La Cagnina. Il Pavia perde poi i playoff per la B, stavolta uscendo in semifinale e l’anno successivo retrocede in C2: nel pari interno con la Cremonese, il gol di Marco Veronese risponde a quello realizzato da Graziano per i grigiorossi, che ai punti avrebbero meritato di vincere. Talvolta, le partite del 3 novembre sanno di sliding doors: in quella Cremonese milita Lorenzo Carotti, centrocampista e futuro capitano azzurro nella stagione del centenario, che il Pavia disputerà nuovamente nella terza serie nazionale, che di lì a poco andrà a chiamarsi “Lega Pro”.
DAI CALISTI AGLI ZANCHI. Nelle stagioni successive, le ultime della presidenza Calisti in C2, il Pavia affronta sempre compagini sarde: ottiene un pari interno con la Torres, a segno su rigore quel Giaccherini che vestirà poi le maglia della Juventus e della Nazionale, mentre si mette in luce Francesco Acerbi, attualmente in forza all’Inter. L’anno successivo, il Pavia nel giorno del suo compleanno supera una crisi di risultati battendo un modesto Alghero grazie a un gol confezionato dai suoi giocatori più esperti: Benny Carbone e Marcello Campolonghi.
Sul finire degli anni Duemila il timone passa nelle mani della famiglia Zanchi, che ha l’obbiettivo di riportare il Pavia in C1 e ancora una volta la partita del compleanno è un compendio della stagione: con le reti dello Squalo Bianco Andrea Ferretti e di Pietro Visconti gli uomini di Mangone si impongono sullo Spezia, che poi li eliminerà ai playoff, mentre gli azzurri, ottenendo il ripescaggio, torneranno nella rinnovata Prima Divisione di Lega Pro, a cui seguiranno quattro pareggi nelle stagioni successive, di cui tre contro Como, Ternana, Lumezzane (per quest’ultima occasione con biglietto a un euro) sotto la presidenza Zanchi, e uno con la Torres nel primo anno della presidenza cinese. L’ultima gara disputata tra i professionisti a ridosso del 3 novembre è la partita contro il Padova dell 31 ottobre 2015, vinta per due a zero grazie ai gol di Cesarini e Bellazzini su calcio di rigore.
DOPO IL FALLIMENTO CINESE. Pochi mesi dopo, in pieno 2016, sarebbero arrivati il fallimento, la radiazione e la ripartenza dell’Eccellenza con l’FC Pavia 1911: ha un sapore amaro la sfida al Fortunati tra nobili decadute con il Saronno vinta 1-0 grazie alla rete dell’esperto attaccante Roberto Chiaria, alla quale assiste un pubblico di almeno due categorie superiori. La squadra, allenata da Francesco Buglio e trascinata da Mister 30 gol Christian Mangiarotti e da molti ragazzi cresciuti nel vivaio che avevano contribuito pochi mesi prima alla conquista della Coppa Italia Primavera, ottiene la promozione in serie D passando per i playoff, e l’anno dopo, allenato dal suo bomber di sempre Omar Nordi, si regala una vittoria per 4-1 al Fortunati ai danni sul Castellazzo Bormida: decidono l’esperto bomber Massimo Ganci, Baggi e Franchini con una doppietta. Ancora Franchini l’anno dopo insieme a Mangiarotti firmano la vittoria del Pavia di Pato D’Amico per 2-0 sulla Reggio Audace nella stagione 2018/19, ma il campionato si concluderà con la disputa dei playout e la retrocessione in Eccellenza degli azzurri. Seguiranno anni bui, caratterizzati in primis dall’esilio con disputa delle partite interne a Trezzano Sul Naviglio (doppietta di De Sagastizabal per il 2-2 in trasferta a Fenegrò). Il lumicino di speranza, tuttavia, arriva dai tifosi, che nel 2019 si aggiudicano il marchio storico all’asta e lo concedono inizialmente alla società F.C. Pavia, tuttavia non arriveranno le soddisfazioni sperate: si passa da annate in cui la salvezza dalla caduta in Promozione arriva solo ai playout ad altre con mister Tassi in panchina dove l’obbiettivo dichiarato è la serie D, e in occasione del 3 novembre gli azzurri superano il Verbano con un gol del mediano Lamin Kanteh, tuttavia non riuscirà il salto di categoria, idem l’anno successivo con Stefano Civeriati in panchina, dove il regalo di compleanno è una doppietta di Antenucci alla Milanese (2-0).
Nella stagione 2024/2025 il Pavia Calcio 1911 (ex FC Pavia 1911), che nel frattempo ha cambiato nome dopo che non gli è stata rinnovata la concessione del marchio storico A.C. Pavia da parte dei tifosi – che ricordiamo nuovamente, ne detengono i diritti legali dopo averlo acquistato all’asta nel 2019 –
supera 4-1 la Vergiatese (già affrontata 3 anni prima in occasione del suo compleanno, terminò 2-2) e a fine stagione riuscirà a salire in serie D.
Mentre scriviamo queste righe, sono terminate da poche ore le partite che nel corso di questa domenica 2 novembre 2025 hanno visto impegnato l’A.C. Pavia – ex Athletic Pavia a cui i tifosi hanno concesso il marchio storico lo scorso giugno – che, impegnato nel campionato di Prima Categoria, è stato raggiunto sull’1-1 nel finale dall’Albuzzano e il Pavia Calcio 1911 in serie D che ha battuto 4-0 il Villa Valle.
Lo score complessivo, nel 2025, è di 45 vittorie, 34 pareggi e 19 sconfitte: nonostante in città esistano due realtà calcistiche a sé stanti, come avvenuto in altri periodi della storia del calcio pavese, il 3 novembre per chi porta il nome di Pavia non è mai una data qualunque e che porta con sè una certezza: continua a battere forte il vecchio cuore azzurro.



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