
Per una volta, desidero introdurre l’eroe di giornata attraverso un ricordo personale: il 25 aprile 2010 va in scena la terzultima giornata del campionato di Seconda Divisione di Lega Pro (ex serie C2): il Pavia, allenato da Amedeo Mangone, sta lottando per tornare in Prima Divisione (ex C1, dove manca da tre anni) è impegnato allo stadio Mundial 82 di Carpenedolo. Benny Carbone, numero 10 dagli illustri trascorsi in serie A e Premier League e capitano degli azzurri, dipinge calcio: sono suoi tutti e tre gli assist per la doppietta di Ferretti e per il gol di Boldrini che proiettano gli azzurri a giocarsi il primo posto la domenica successiva contro il Sudtirol. Chi scrive è presente insieme ad alcuni amici con cui, in quegli anni, segue la squadra tanto al Fortunati quanto in trasferta. Quel giorno fa molto caldo, finita la partita decidiamo di andare a bere qualcosa di fresco presso il bar degli Alpini che si trova proprio nei pressi del campo sportivo e in modo particolare degli spogliatoi della squadra ospite, non prima di aver salutato i ragazzi e il mister. Di quella rosa, oltre a Benny Carbone, fanno parte anche l’esperto portiere Christian Mandrelli che già aveva vinto la C2 col Pavia nel 2003, l’esperto difensore Alessandro Fogacci che all’epoca aveva una relazione con la velina bionda Costanza Caracciolo, il promettentissimo Francesco Acerbi già seguito dai grandi club e… Leonardo Pavoletti. L’attaccante livornese sta uscendo dagli spogliatoi. Lo salutiamo. Lui è sorridente e sempre molto disponibile, è contentissimo per i tre punti, nonostante abbia giocato solo scampoli nel finale, entrando proprio al posto di Benny. Ci saluta, ci ringrazia e… Ci offre da bere. Proprio al bar degli Alpini. Rimango davvero colpito da quel gesto, mai e poi mai avrei immaginato che un calciatore della mia squadra mi offrisse da bere. Non era ancora “Pavoloso”, ma “Lo Sparviero” nelle memorabili telecronache di Nicolò Schira, e già si faceva notare per i suoi gol, 9 in 28 presenze con la maglia del Pavia, di cui diversi di pregevole fattura, nei minuti finali.
Nato a Livorno il 26 novembre 1988, classico attaccante da area di rigore, che attraverso la sua forza fisica è in grado di proteggere il pallone dalla difesa avversaria facendo salire la squadra, dotato di un’ottima elevazione che gli consente di effettuare delle sponde e/o spizzateper i compagni meglio posizionati e a favorire gli inserimenti e i tagli alle spalle dei difensori da parte dei centrocampisti e dei trequartisti, la sua carriera è costellata da numerosi cambi di maglia e di categoria, che lo hanno portato a calcare i campi della massima serie solo un lustro dopo la sua esperienza pavese, all’età di 26 anni. Inizia nelle giovanili dell’Armando Picchi di Livorno, squadra con la quale riesce anche ad esordire in Serie D, mettendo a segno 16 reti in 3 annate. Dal 2008 al 2011, gioca in serie C2 con le maglie di Pavia, Juve Stabia e Casale. In seguito, viene acquistato dalla Virtus Lanciano, dove vince il titolo di capocannoniere di Serie C1, contribuendo alla promozione della squadra in serie B. Passa in estate al Sassuolo: Di Francesco è il suo allenatore, tra i suoi compagni di squadra ci sono capitan Magnanelli – che detiene il record di presenze coi ramarri – e “Mimmo” Berardi, campione d’Europa 2021 con l’Italia di Mancini, e Manuel Locatelli, attualmente alla Juventus. Qui fa intravedere le sue qualità, anche se dopo un campionato di B, con 35 presenze e 11 gol, valorizzato dalla prima storica promozione in serie A dei neroverdi, viene ceduto al Varese, dove dimostra le sue grandi doti realizzative siglando 24 gol in 38 presenze che permetteranno ai biancorossi di raggiungere la salvezza: ai playout col Novara, infatti, tra andata e ritorno realizza ben quattro reti, decisive per decretare la retrocessione in C1 dei piemontesi. L’anno successivo ritorna al Sassuolo, in serie A, dove gioca poco e nel gennaio 2015 viene ceduto al Genoa: in rossoblu avviene la sua consacrazione: mettte a segno 14 reti in 25 presenze. Nell’estate 2016, si parla parecchio di Leonardo Pavoletti: è il quinto miglior realizzatore della serie A alle spalle di mostri sacri come Higuaín, Dybala, Bacca e Icardi, e il Napoli, dopo che la Juventus ha appena pagato la clausola per assicurarsi le prestazioni del Pipita per 94 milioni pensa proprio a Pavoletti per sostituirlo. Il presidente del Genoa Preziosi, però, non vende il suo centravanti in autunno e il grifone, grazie anche ai suoi gol, viene trascinato in zona Europa, tuttavia cede alle lusinghe dei partenopei nella sessione di gennaio, trasferendosi all’ombra del Vesuvio per 18 milioni, ma termina la stagione senza segnare. Frettolosamente prestato al Cagliari con obbligo di riscatto, realizza 28 reti in due anni, ma è costretto a saltare la stagione 2019/2020 a causa della rottura del crociato, evento ricordato dall’artista Marco Cannas, in arte Zeep, che lo omaggia in una sua canzone dallo sfondo fantacalcistico: al suo rientro mette a segno 9 gol in due anni. Dopo la retrocessione in B dei sardi, Pavoletti è il primo a manifestare la sua volontà di rimanere nelle fila degli isolani e di cancellare la macchia della discesa di categoria. Lo farà un anno dopo ai playoff per la promozione, contro il Bari, realizzando un gol dei suoi in piena zona Cesarini nella gara di ritorno: ingresso al minuto numero 89, cross di Zappa e zampata vincente che riporta il Cagliari di Claudio Ranieri nella massima serie.
Ancora oggi milita nelle file degli isolani, e le sue prestazioni in terra sarda gli hanno permesso di esordire in Nazionale – all’età di 30 anni e 8 mesi- il 26 Marzo 2019, siglando una rete dopo 4 minuti dal suo ingresso in campo ed eguagliando il record per la rete più veloce realizzata da un debutante con la maglia dell’Italia.
Insomma, la Sardegna era nel destino di Leonardo Pavoletti: tornando alla sua esperienza pavese, il primo gol l’ha messo a segno in trasferta contro l’Olbia – terminata 1-1 – e il primo gol al Fortunati lo ha realizzato nella vittoria per due reti a zero contro la Villacidrese (la prima rete fu di Carbone). Memorabile poi anche un suo gol contro l’Alghero nella gara di ritorno: ben tre i suoi gol nell’esperienza in riva al Ticino contro compagini sarde. Nella gara di recupero contro la Valenzana, che inzialmente doveva essere disputata prima della pausa natalizia ma venne rinviata per neve e recuperata il 13 gennaio 2010, Leonardo realizza una doppietta, il primo e l’ultimo della manita che gli azzurri di Amedeo Mangone rifilano gli orafi (anche Carbone, D’Amico e Visconti nel tabellino dei marcatori). Lo “sparviero” ha spiccato il volo ed è diventato il “Pavoloso” che tutti gli appassionati di calcio oggi conoscono, ma non ha mai dimenticato le sue origini: in un’intervista infatti ha dichiarato che della sua carriera “Pavia è stata una bella tappa” e “nonostante la lontananza l’affetto rimane” dal momento che ha ancora “continui contatti con alcuni tifosi” e va “sempre a cercare il risultato del Pavia e la sua classifica.”


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