“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”, canterebbe Fabrizio De André. A volte, le annate sfortunate per un club, non sono mai completamente da buttare via, dal momento che possono rivelarsi il punto di partenza per la carriera di un singolo giocatore: è il caso di Mirko Valdifiori, centrocampista classe 86 originario di Lugo e cresciuto nel settore giovanile del Cesena, che ama giocare regista davanti alla difesa nel centrocampo a tre.
Siamo nell’estate 2006, quella di Calciopoli e dell’Italia campione del mondo, e in quel periodo, molti prodotti del vivaio del capoluogo romagnolo percorrono la A14 con destinazione via Alzaia. Ed è proprio il Pavia, reduce da due playoff per la serie B e che sta cercando di ringiovanire la rosa, il primo club a voler scommettere sul giovane centrocampista, che in una recente intervista ha ricordato con parole al miele la sua esperienza sulla riva sinistra del Naviglio, definendola un’esperienza nella quale ha “imparato a lottare e restare concentrato grazie anche al supporto della famiglia e della fidanzata.” In una stagione sfortunata per gli azzurri, che termina con la retrocessione in C2, Valdifiori colleziona 24 presenze in maglia azzurra, ed è uno di quei calciatori che danno il massimo per provare a raggiungere la salvezza. Scende dunque di categoria il Pavia, ma non Mirko, che nella stagione successiva è ancora protagonista in C1 a Legnano e poi passa all’Empoli di Silvio Baldini, che milita in serie B, dove mostra le sue qualità da regista, guadagnandosi in breve tempo i galloni di titolare. Nelle successive stagioni, in cui la squadra manca l’obbiettivo promozione e addirittura è costretta a salvarsi ai playout per non retrocedere in Lega Pro, Valdifiori conquista la fiducia dell’ambiente empolese, diventando una bandiera della squadra toscana e indossando talvolta la fascia da capitano. Le sue migliori stagioni a Empoli le disputa nel 2013/14, guidando i toscani alla promozione in quella serie A che mancava da sei anni, e nel 2014/15 sotto la guida di Maurizio Sarri, anno della definitiva consacrazione con la ciliegina sulla torta della convocazione in Nazionale da parte del commissario tecnico Antonio Conte, che il giocatore ricorda che avvenne “in un momento di enorme gioia con Sarri e il direttore Corsi”, e scende in campo in un’amichevole contro l’Inghilterra che terminerà 1-1.
Dopo aver collezionato 234 presenze e 4 reti all’Empoli, c’è ancora l’azzurro nel destino di Mirko, questa volta a Napoli, ma all’ombra del Vesuvio è chiuso da Jorginho, e dopo una sola stagione passa al Torino: in maglia granata con Giampiero Ventura prima e Sinisa Mihajlovic poi, gioca con discreta continuità, collezionando 40 presenze. SPAL, Pescara e Vis Pesaro le ultime esperienze prima di appendere gli scarpini al chiodo: dal 2025 è collaboratore tecnico della Nazionale di Malta.



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