Una sola stagione in via Alzaia, nel corso della sua lunga carriera, ma lasciando il segno grazie alle sue prestazioni da autentico nume protettore dei pali azzurri, rimanendo ancora oggi nel cuore di molti tifosi, che all’epoca cantavano così il suo nome: “Là in mezzo ai pali c’è, un gran portiere che, saracinesca è, dai Ramon alè, eh oh!”. Siamo nel primo anno di C2 dell’era Calisti, il Pavia ha appena vinto il campionato di serie D: tutti i tifosi pavesi hanno piacevoli ricordi della squadra che nella stagione 2000/2001 fu ribattezzata l’invincible armada, guidata dal tridente delle meraviglie Nordi-Rossini-La Cagnina e capitanata da Fabio Ardizzone. Nella sessione estiva arrivano tanti acquisti di peso al fine di non farsi trovare impreparati al rientro nel calcio che conta da cui il Pavia mancava da diverse stagioni: tra i pali non viene riconfermato Cristian Reggiani e si ritira dal calcio giocato una bandiera azzurra come Antonio Gambino. Inizialmente si punta sul giovanissimo Fabio Da Re e sul più esperto Massimo Macchi, tuttavia le partite di Coppa Italia evidenziano che sarebbe bene apportare ulteriori correttivi ed è così che proprio nell’ultimo giorno di mercato, a pochissimi giorni dall’esordio nel girone A di serie C2 contro il Prato, la società pesca tra gli svincolati, prendendo Tiziano Ramon. Nato a San Biagio di Collalta (TV) il 24 marzo 1971, fin da giovanissimo dagli addetti ai lavori viene soprannominato Il Ragno a causa della somiglianza non soltanto fisica con il compianto Fabio Cudicini. Cresciuto nelle giovanili del Montebelluna, passa al Piacenza, dove vince un campionato di C1, seppur da terzo portiere, e viene ceduto in prestito all’Atalanta in cambio di Davide Pinato, dove apprende tantissimo da Fabrizio Ferron, portiere che si farà strada fino ad arrivare in serie A, in un momento in cui la scuola italiana dei portieri è veramente fiorente. Con la maglia della Dea, tuttavia, Ramon non viene mai impiegato, e accetta dunque di scendere nuovamente in terza serie, vestendo le maglie del Casarano e della Carrarese. Torna a Piacenza in B nel ’94, stavolta come portiere di riserva alle spalle di Massimo Taibi, disputando le quattro partite di Coppa Anglo-Italiana. Passa poi in C2 al Sandonà e dunque al Treviso, con cui ottiene la promozione in B nella stagione 96/97, alternandosi con Mauro Bacchin e stabilendo una lunga striscia di imbattibilità. Viene riconfermato tra i cadetti, ma nel giro di breve tempo cede il posto a Luca Mondini. La sua carriera continua tra Brescello e Triestina dove si alterna con un altro portiere che si farà apprezzare nella massima serie come Ivan Pelizzoli. Rimane svincolato al termine della stagione 2000/2001 e, come detto poco fa, firma per il Pavia negli ultimi giorni di mercato. Appassionato di fotografia e di musica, in particolare di Zucchero e Lucio Dalla, i Pooh suggerirebbero che i portieri sono “Uomini soli”, ma che determinano: neanche il tempo di arrivare in riva al Ticino e alla prima giornata è subito titolare, nel vittorioso esordio per 2-0 con il Prato grazie alla doppietta dello Sceicco Omar Nordi, quando i toscani si rendono pericolosi l’ex portiere della Triestina risponde presente. Nel corso della sua stagione azzurra si distingue per un’altra sua particolare dote: quella di pararigori, tant’è che nella giornata successiva, quando il Pavia è di scena a San Giovanni Valdarno, a pochi minuti sarà lui a neutralizzare un penalty fischiato in favore dei padroni di casa. Intervento che lucchetta un prezioso 0-0, che permette agli azzurri di tornare a casa con un punto di platino. Ma proprio tra settembre e novembre i ragazzi di Mister Torresani incappano nella cosiddetta pareggite, inanellando sette pari consecutivi: in due di queste partite, entrambe in casa, con il Legnano e la Pro Vercelli, Ramon para due rigori che tengono a galla gli azzurri. La squadra crescerà nel girone di ritorno, macinando gioco e punti ma con un Ramon determinante, pronto a togliere le castagne dal fuoco quando serve: memorabili, tra le tante partite di quella intensa stagione, il 3-2 interno sula Cremonese e il 3-0 all’Alessandria sempre al Fortunati. La stagione termina il 5 maggio 2002 (sì, avete capito bene tutti quanti) e il Pavia, dopo aver battuto 2-0 la già retrocessa Rondinella (sliding doors, il portiere della squadra ospite Cristian Mandrelli l’anno successivo difenderà proprio la porta del Pavia, ma questa è un’altra storia), termina il campionato al sesto posto: gli azzurri, complessivamente nel corso della stagione hanno dato la sensazione di una squadra che, se credeva di più nei propri mezzi fin da subito, avrebbe potuto dire la sua anche se fosse riuscita ad entrare nei playoff per la C1. Ramon disputa tutte le 34 partite e viene eletto miglior portiere del campionato, tutti pensano che questi numeri gli valgano la riconferma, tuttavia l’Alessandria del DS Londrosi, che durante la sessione estiva sta conducendo una campagna acquisti faraonica, fa la spesa proprio a Pavia prendendo Ramon, Nordi e Garzon, che pochi mesi dopo tornano al Fortunati da ex in una partita di Coppa Italia che sul campo terminerà 2-1 per i grigi di Dino Pagliari, ma che il Giudice Sportivo non omologa, dando agli azzurri il 3-0 a tavolino dal momento che i numerosi contratti – ben oltre 30 – stipulati dall’Alessandria non sono poi stati regolarizzati a causa delle difficoltà economiche dei grigi. Compreso quello di Ramon, tant’è che in via Alzaia si parla di un suo possibile ritorno, ritrovandosi svincolato dopo l’annullamento del suo contratto con l’Alessandria. Invece a gennaio torna alla Triestina come terzo portiere alle spalle di Angelo Pagotto e Andrea Pinzan. Grazie all’amicizia con Gianni De Biasi viene poi ingaggiato dal Brescia con contratto a gettone in vista della Coppa Intertoto, dove scende in campo contro i rumeni del Gloria Pistrita e con gli spagnoli del Villareal. Terminata l’esperienza europea veste le maglie di Bassano, Arezzo e Venezia, prima di chiudere la carriera a Belluno.

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