Di Paolo Corti
Terza giornata ed è già tempo di big match per gli azzurri, che allo Stafforini ospitano quel Siziano Lanterna che aveva perso male il campionato la scorsa stagione e che durante l’estate si è rinforzato con innesti mirati per riprovare a vincere, a cominciare dall’ex Stanislav Bahirov. I ragazzi di mister Cucchi devono rialzarsi dopo la cocente eliminazione in Coppa Lombardia, ma come avrebbe detto il sommo Gianni Brera, la dea Eupalla sembra proprio non voler sorridere all’A.C. Pavia: neanche un minuto di gioco e Andreoni porta avanti i neroverdi scoccando un bolide dai 30/40 metri che non lascia scampo a Maini. Eppure, da quel momento, il pallino del gioco è in mano ai padroni di casa, che hanno l’uomo in più dal minuto numero 26, quando lo stesso Andreoni, autore del gol, riceve il rosso diretto per fallo di reazione, ed hanno la possibilità di trovare il gol del pareggio prima con Losi e poi con Manzo. C’è solo una squadra in campo anche nella seconda metà di gara: succede di tutto in quella che di fatto, è la classica partita che non va mai come vorresti. Un Palo esterno, una traversa a portiere battuto. E il gol del pareggio che arriva grazie a un colpo di testa di Losi. Annullato: da lì in avanti, molto discutibile l’operato del direttore di gara, il quale estrae cartellini a pioggia nei confronti degli azzurri, che nel frattempo continuano a spingere, pur non riuscendo a trovare la via del gol. In una gara molto combattuta ma sostanzialmente corretta espelle nell’ordine Malvisi (seguendo l’indicazione di un avversario!), Marini per somma di ammonizioni e Campo per proteste a tempo scaduto, decisioni discutibili, che in vista della trasferta di Mortara di domenica prossima priveranno gli azzurri di tre pedine fondamentali. Vince dunque il Siziano, che resta a punteggio pieno e in solitaria in vetta alla classifica, agli azzurri rimane la delusione per non aver strappato un pareggio che non sarebbe stato assolutamente rubato, ma anche la consapevolezza di aver lottato e giocato meglio di una delle squadre più agguerrite per la vittoria finale, ed escono infatti dal rettangolo verde venendo ugualmente applauditi dal proprio pubblico, calorosissimo come sempre, che interpreta perfettamente l’iconica frase del già citato Gianni Brera: “Mi tegni pral Pavia, comunque vada.” Un pubblico che, sottolineiamo ancora una volta, meriterebbe di assistere alle partite interne della propria squadra del cuore al Fortunati, non solo per motivi di ordine pubblico, ma anche perchè il comunale di via Alzaia è la casa degli azzurri dal 1930: va ricordato, infatti, che il club di via Stafforini alla vigilia aveva fatto sapere che la capienza massima dell’impianto sarebbe stata di 208 posti a sedere e 80 in piedi. Numeri bassi, considerando il crescente interesse ed entusiasmo che sta tornando nei confronti della squadra e della camiseta azzurra…


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