AL VESCOVO SANGUINETI DONATA LA CROCE DI ARIBERTO D’INTIMIANO
PAVIA – Solenne accollata di cavalieri e dame riuniti in San Pietro in Ciel D’Oro e in Cupola Arnaboldi, domenica 12 aprile, per celebrare il rinnovamento della sezione di Pavia dell’Anioc, Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche. Ad organizzare il prestigioso evento, il cavaliere della Repubblica Ubaldo Zerbinati, neo eletto presidente della Delegazione Pavese di ANIOC nonché personaggio molto noto nel panorama pavese per il suo impegno civile: è stato sindaco di Pieve Albignola per due legislature e fondatore dell’associazione pavese dei piccoli comuni oltre a rivestire numerose altre cariche di prestigio. “Quale presidente provinciale dimissionario di un’altra associazione di insigniti (UNIMRI – ndr), nell’autunno scorso sono stato chiamato e nominato dal segretario generale di Anioc, Conte Maurizio Monzani, Delegato di Pavia. L’evento di oggi si chiama “Festa di Primavera 2026” non a caso: vuole essere un segnale forte di rinascita della delegazione Anioc di Pavia, poiché saranno programmati nuovi eventi in collaborazione con Enti locali e scuole, per far conoscere apprezzare valori onori oneri legati alla nostra Repubblica; si dovranno promuovere momenti di solidarietà, di aggregazione, per trasmettere anche con l’esempio l’etica comportamentale basata nel rispetto della costituzione e del bene collettivo”. Nata nel 1949 a Firenze, l’ANIOC è una libera associazione senza fini di lucro a carattere nazionale, organizzata in Delegazioni Regionali, Provinciali e Comunali, controllate dalla Segreteria Generale. Scopo dell’ANIOC è di stabilire rapporti di fratellanza tra gli insigniti di Onorificenze Cavalleresche d’Italia, tutelare il diritto ed il rispetto delle Istituzioni Cavalleresche, perpetuare la loro funzione morale e civile. In particolare: mantenere fra gli insigniti il sentimento di Patria, renderli esempio di virtù civiche, affermare i principi di libertà e fratellanza onde sia mantenuta viva fra gli Insigniti e quindi in Italia e nel mondo la fede democratica, promuovendo l’ideale Cavalleresco per cui “La Cavalleria è simbolo di amicizia universale”. Zerbinati di buon grado si è assunto l’onere di promuovere i principi che sottendono l’ANIOC: tutelare il diritto ed il rispetto delle istituzioni cavalleresche, perpetuare la loro funzione morale e civile, stabilire rapporti fra tutti gli Insigniti d’Italia, aiutare con borse di studio ed altre iniziative i figli degli Insigniti bisognosi, organizzare congressi, conferenze ed eventi culturali e ricreativi come specificato nel proprio Statuto. All’evento ha dato l’adesione il Comune di Pavia, la Questura, il Vescovo, un europarlamentare, il luogotente dei Carabinieri Pavia, un consigliere regionale, l’Amministrazione Provinciale, il segretario generale Anioc Conte Monzani. Presenti anche le rappresentanze di molte città lombarde, delegati di Roma, di Fermo, di Ravenna, di Ferrara, di Genova, il coordinatore della Romagna, il delegato regionale Piemonte qualche generale d’Arma, il Cavaliere poeta Giovanni Formaggio, qualche soprano e tenore dell’associazione culturale Amici dell’Arte di San Martino Siccomario presieduta dal tenore Ennio Bellani, più quattro ragazzini, ai quali è stata donata la Costituzione Italiana. Nella circostanza il Presidente Zerbinati ha donato al Vescovo di Pavia Corrado Sanguineti (il più giovane d’Italia) la Croce di Ariberto di Intimiano arcivescovo di Milano nel 14034: una fusione artigianale limitata prodotta da “Orafi di Corte” del cavaliere Claudio Pennati, Delegato Anioc della Lombardia, che ne ha fatto dono come associazione cavalleresca anche all’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini. La santa messa è stata seguita dalla visita della città e da un sontuoso pranzo e convivio nel posto indubbiamente più prestigioso del centro storico: la Cupola Arnaboldi. Il pranzo, servito da una società di catering dei più rinomati, è stato costellato da piacevoli sorprese, tra cui l’esibizione del tenore Ennio Bellani e altri cantanti lirici. “Sappiamo di essere gli eredi di antiche tradizioni e di nobili ideali e siamo consapevoli della difficoltà e dell’impegno che occorrono per rimanere degni di tale retaggio – ha detto Ubaldo Zerbinati -. Siamo anche convinti che la presenza e la testimonianza di tutti gli insigniti di onorificenze cavalleresche e della Associazione che li riunisce, rappresenti l’esempio di come oggi si possa tener fede ai principi della antica cavalleria”.
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