CARLO FENZI, CONSIGLIERE E ATLETA DI SCHERMA PAVIA, CI PRESENTA LA SCUOLA DI SCHERMA CITTADINA NATA NEL 2019: IL GRUPPO DI ISCRITTI, I SUCCESSI INTERNAZIONALI E I PROGETTI PER IL SOCIALE
di Mirko Confaloniera
PAVIA – Pavia è una città che sportivamente non smette mai di stupire, oltre agli sport tradizionali c’è veramente di tutto, basta scavare un po’ e trovi anche con gran sorpresa un’importante associazione che pratica e insegna il nobile sport della scherma… Ma attenzione a chiamare questo sport ‘nobile’ nel senso di elitario e classista, perché al contrario è una disciplina molto popolare e soprattutto accessibile a chiunque! Ce ne parla Carlo Fenzi, consigliere di “Scherma Pavia”, associazione nata nel 2019 con sede in via Ponte Vecchio 1, quartiere Borgo Ticino.

“La scherma a Pavia ha una lunga tradizione, perché anche Edoardo Mangiarotti (lo schermidore più titolato della storia, oltre che uno degli sportivi con più medaglie: 13 olimpiche, di cui 6 d’oro, 5 d’argento e 2 di bronzo, nda) aveva origini pavesi: il padre (che fu suo maestro) era nato a Broni, mentre suo nonno era un noto avvocato di Pavia. La nostra associazione è nata 8 anni fa, con l’obiettivo di creare un ambiente dove bambini/e, ragazzi/e e adulti/e possano avvicinarsi allo scherma olimpica e agonistica, apprendendo quello che questo sport porta con sé, ovvero il vincere, il saper perdere, il rispetto per gli avversari, ecc., e applicandolo alla vita di tutti i giorni. Se qualcuno all’interno del nostro gruppo emerge grazie al suo talento, diventa forte e arriva a essere un atleta nazionale, noi lo supportiamo sicuramente, ma non è questo la ‘mission’ principale di ‘Scherma Pavia’, che è quella di usare la scherma per la crescita dei bambini e dei ragazzi”.
Fenzi è originario di Pisa, è alteta di categoria ‘master’ ed è uscito dalla prestigiosa ‘Di Ciolo’, una grande scuola di fioretto e di spada. Attualmente quanti tesserati avete? “Ora contiamo una sessantina di atleti, compresi i nostri istruttori, e compresi anche alcuni studenti fuori sede, che frequentano l’Università e che vivono a Pavia, ma che sono atleti di altre società di altre città, ma vengono da noi ad allenarsi. Più nello specifico, abbiamo il gruppo dei bambini dagli 8 ai 10 anni, poi abbiamo il gruppo degli over 14 anni agonisti (nella scherma olimpica chi ha 14 anni compiuti può fare scherma contro chiunque), che si chiamano “categoria assoluti”, e infine il gruppo “adulti”, che è rivolto ai principianti, a tutti quelli che di sera, dopo il lavoro, vengono nella nostra palestra a imparare questa disciplina”.

Dove si trova esattamente la palestra? “Noi siamo dentro l’ex bocciofila del Borgo Ticino, dove una volta c’era la Cooperativa degli Artigiani. Dopo la pandemia di Covid-19 lo spazio del bocciodromo è stato riconvertito in uno spazio plurisportivo, usato non solo da Scherma Pavia SSD, ma anche da altre associazioni. Ci troviamo a due passi dalla famosa Statua della Lavandaia, e possiamo dire di essere la società di scherma che copre territorialmente sia il Borgo che il Centro Storico”.
Recentemente qualcuno dei vostri atleti è arrivato molto in alto nel mondo della scherma… “Sì, abbiamo avuto tre giovani atlete che nello scorso campionato sono state convocate nelle prove di Coppa del Mondo della loro categoria: Alice Zaliani nella categoria giovani, mentre Eleonora Lenzi e Bianca Sarani in categoria cadette”.

Le soddisfazioni arrivano anche dagli altleti ‘master’ a quanto pare…? “Sì, quest’anno io e un altro atleta della mia categoria, Federico Bollati, siamo stati convocati per gli Europei cat. ‘master’ a squadra, che si sono svolti in Francia e ci siamo portati a casa un bel 2° posto, quindi siamo a tutti gli effetti i vice-campioni europei di scherma a squadre, e a ottobre – grazie a questo successo – andremo a difendere i colori della Nazionale ai Mondiali di Scherma che si svolgeranno a Tblisi, in Georgia”.
Lo scherma è uno sport accessibili a tutti? “Assolutamente sì. Quello che spesso viene detto, cioè che la scherma è uno sport elitario o costoso, non rispecchia assolutamente il vero. Prendiamo per esempio un bambino che vuole incominciare a tirare di scherma: finché non desidera lui di avere la propria spada e la propria maschera, noi gli forniamo tutto il materiale necessario e lui può cominciare a fare questo sport usando gratuitamente il materiale della nostra società. Inoltre, stiamo progettando delle borse di studio offerte da sponsor per coloro che non possono permettersi la quota annuale. L’idea dello sport ‘per ricchi’ è un’idea molto retrò, anzi, io credo che fra gli sport che i bambini possono praticare, la Scherma, al contrario di altri, è estremamente formativa, sia a livello motorio – perché anche se non sembra, è una disciplina molto impegnativa fisicamente – che di sviluppo della coordinazione, soprattutto nell’età dei bambini/e e dei ragazzi/e”.

Scherma Pavia SSD non è l’unica realtà presente sul territorio a fare scherma, c’è anche il CUS, c’è Scherma Storica Pavia, ecc., però come tiene a sottolineare Fenzi “Scherma Pavia è una realtà differente”. Perchè oltre a tutto quanto raccontato fin qua, la società del Borgo Ticino ha anche dei progetti per il Sociale molto belli… “Sì, ci sono dei progetti nati da poco e che vogliamo portare avanti e ampliare, e che vanno oltre alla formazione dei ragazzi iscritti. Grazie all’aiuto del dottor Zaliani e alla collaborazione con l’associazione Pavia Donna ADOS, l’anno scorso abbiamo fatto partire il progetto ‘Nastro Rosa’, finanziato dalla Federazione Italiana Scherma, che ci ha permesso di offrire un corso di scherma in maniera assolutamente gratuita a tutte le donne che hanno subìto un intervento per il cancro al seno. La scherma come terapia post-operatoria in Italia è una cosa pionieristica, ma in altre nazioni, come in Francia, è in assoluto considerata una terapia standard. Facendo partire questo progetto, ci siamo interfacciati con le équipe mediche dell’ICS Maugeri e della Brest Unit dell’IRCCS Policlinico San Matteo, proprio perché interessati a queste attività post-operatorie. Ci tengo a sottolineare che il progetto Nastro Rosa è stato possibile anche grazie al patrocinio del Comune di Pavia e i futuri progetti inclusivi sono supportati con grande attenzione dall’assessore allo sport Angela Gregorini”.
“Un altro progetto che vogliamo far partire quest’anno – ma bisogna vedere se troveremo atleti interessati – è il settore paralimpico, con gli atleti che tirano di scherma stando seduti. C’è un campionato italiano parallelo a coppia, con un atleta paralimpico e uno normodotato, con entrambi che “tirano” stando seduti sulle carrozzine (scherma da seduti). Un altro nostro obiettivo è la scherma per i non vedenti, che è uno dei pochi sport dove questi atleti non hanno bisogno di una guida: ci sono dei percorsi sulle pedane per far capire loro come spostarsi e possono gareggiare senza nessuno che li guidi, e per questi atleti è una rivoluzione pazzesca, un senso di libertà inimmaginabile. Se troviamo atleti interessati a questi progetti, partiremo sicuramente anche in questa direzione”.

Per prendere contatti, avvicinarsi al vostro sport e alla vostra associazione cosa bisogna fare? “Abbiamo la nostra pagina facebook Scherma Pavia SSD, abbiamo il nostro sito web www.schermapavia.it, e accogliamo chiunque voglia provare a fare scherma. Quello che diciamo a tutti è di passare in palestra, dove diamo la possibilità di provare la nostra disciplina due o tre volte, e poi offriamo l’eventualità di iscriversi”.


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