La rinuncia al campionato spegne un secolo di passione rossonera. L’esile filo della Terza Categoria per salvare la matricola, ma mancano tempo e risorse.
Vogherese, addio all’Eccellenza: il verdetto è ufficiale. Storia e scenari di una crisi rossonera.
Ci sono verdetti che non passano dai campi, ma dai corridoi impersonali della burocrazia sportiva, capaci di risultare persino più spietati di un fischio finale al novantesimo. Quello piovuto dal Comitato Regionale Lombardo sulla Vogherese appartiene a questa categoria: un comunicato asciutto, privo di retorica, che certifica il vuoto. Per la stagione 2026/2027, la Vogherese non si iscriverà al campionato di Eccellenza. Finisce così, in un pomeriggio d’estate che sa di resa, un pezzo pregiato del nostro calcio di provincia, lasciando sbigottita una comunità intera.
Il calcio, in piazze come Voghera, non è mai stato un semplice passatempo domenicale. È un collante generazionale, una grammatica cittadina fatta di rituali immutabili, di chilometri macinati sull’asfalto per seguire due colori, il rosso e il nero, capaci di unire nonni e nipoti. Cento anni di storia non si cancellano facilmente, eppure oggi quel patrimonio rischia di evaporare, lasciando l’Oltrepò calcistico privo del suo faro più luminoso. Si prospetta un anno sabbatico forzato, una lunga transizione che per la tifoseria assomiglia a un esilio interiore.
Vogherese, tasto stop sulla storia del club

Vogherese, addio all’Eccellenza: adesso è finita davvero
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L’unico aggancio con la realtà federale, l’ultimo esile filo che separa il club dal baratro della cancellazione totale dai registri FIGC, si chiama Terza Categoria. Ripartire dal gradino più basso della scala gerarchica del calcio italiano sarebbe un esercizio di umiltà doloroso, quasi intollerabile per chi è abituato a palcoscenici differenti. Ma avrebbe un senso logico e storico profondo: proteggere la matricola, custodire il titolo sportivo, impedire che il nome stesso della Vogherese venga consegnato definitivamente agli archivi del passato.
La realtà attuale, tuttavia, impone di guardare i fatti con freddezza. Anche la strada che porta alla Terza Categoria appare oggi ripida e frammentata. Mancano le strutture societarie minime, mancano le risorse pronte da spendere e, fattore ancor più decisivo, manca il tempo necessario per allestire una parvenza di progetto sportivo che possa fare onore a quella maglia rossonera.
Se anche quest’ultimo tentativo dovesse naufragare, Voghera si troverà di fronte al proprio “anno zero”. Sarà un blackout totale, un inverno della memoria sportiva in attesa che si palesi una nuova classe imprenditoriale o un progetto a lungo termine in grado di far risorgere la fenice dalle sue ceneri. Nel frattempo, a chi ha amato questa squadra non resterà che l’orgoglio del ricordo. Quella fede che la burocrazia può sospendere, ma che nessun fallimento societario potrà mai cancellare del tutto.


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