Al via all’inizio del 2027 i lavori di manutenzione sul Ponte della Becca. Anas: interventi per elevare la portata da 7,5 a 26 tonnellate. Confcommercio Pavia chiede un fondo straordinario per sostenere le attività penalizzate dalla crisi della viabilità.
Dal 2027 il Ponte della Becca sarà interessato da un lungo periodo di lavori che comporterà, per almeno 15 mesi, la circolazione a senso unico alternato. È quanto emerso durante l’audizione della Commissione Attività produttive del Consiglio regionale della Lombardia, svoltasi giovedì 17 settembre alla presenza dei rappresentanti di Anas Lombardia, chiamati a fare il punto sul programma degli interventi previsti sulla storica infrastruttura.
I lavori al via nel 2027
Secondo quanto comunicato da Anas, l’apertura dei cantieri è prevista all’inizio del prossimo anno. Il piano di manutenzione avrà una durata stimata di 15-16 mesi e sarà realizzato mantenendo il traffico aperto, attraverso l’utilizzo di sensi unici alternati e ponteggi, con l’obiettivo di contenere per quanto possibile i disagi alla circolazione.
L’intervento sarà particolarmente significativo: i lavori di rinforzo e consolidamento diffuso consentiranno di innalzare la portata del ponte dagli attuali 7,5 a 26 tonnellate.
Un intervento che si inserisce in un quadro infrastrutturale più ampio. La manutenzione del Ponte della Becca è infatti propedeutica anche alla successiva realizzazione del nuovo ponte sul fiume Po lungo la SS 617 “Bronese”, i cui cantieri sono previsti per la primavera del 2028.
La preoccupazione delle imprese
A preoccupare maggiormente è però l’impatto che un’ulteriore limitazione alla viabilità potrebbe avere su un territorio già alle prese con una situazione particolarmente complessa.
Proprio per questo, l’audizione è stata richiesta da Confcommercio Pavia (ASCOM Pavia), che ha portato all’attenzione della Commissione le difficoltà economiche e organizzative affrontate quotidianamente dalle imprese della provincia.
Secondo ASCOM, la contemporanea chiusura o limitazione di infrastrutture strategiche come i ponti di Bressana Bottarone, Bereguardo e Pieve Porto Morone sta determinando una vera e propria emergenza sul fronte della mobilità, con conseguenze che vanno ben oltre il traffico.
A risentirne sono soprattutto le piccole e medie imprese, che devono fare i conti con calo della clientela, perdite di fatturato e aumento dei costi logistici e di trasporto.
Per questo Confcommercio Pavia ha chiesto alla Regione Lombardia l’istituzione di un fondo straordinario di compensazione destinato alle imprese e ai lavoratori dei territori maggiormente colpiti, per far fronte sia ai mancati ricavi sia ai maggiori costi determinati dalle difficoltà di collegamento.
L’associazione ha inoltre sollecitato un maggiore coordinamento tra Regione, Province, Comuni e soggetti coinvolti, chiedendo un cronoprogramma chiaro e condiviso degli interventi infrastrutturali.
La Regione: «Le imprese non possono essere lasciate sole»
«È fondamentale ascoltare le realtà economiche del territorio per comprendere l’impatto concreto che le modifiche alla viabilità stanno avendo sulle imprese», ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Attività produttive, Silvia Scurati (Lega).
«La manutenzione delle infrastrutture è indispensabile – ha aggiunto – ma occorre anche intervenire per limitare le conseguenze economiche dei disagi, che in alcuni casi si protraggono nel tempo. Le imprese non possono essere lasciate sole: è necessario lavorare insieme, sostenendo le attività e i Comuni maggiormente colpiti».
Il Pd: «Una provincia bloccata»
Sul tema intervengono anche i consiglieri regionali del Partito Democratico Simone Negri e Paolo Romano, che chiedono alla Regione di valutare strumenti di sostegno per le attività maggiormente penalizzate.
«Il quadro economico del Pavese è quello di una provincia in ginocchio e anche le imprese stanno pagando il prezzo di una situazione infrastrutturale pesantissima che si trascina ormai da anni», affermano i due consiglieri.
Per Negri e Romano servono «opere strategiche e anche strumenti straordinari per sostenere chi oggi subisce i danni delle limitazioni alla viabilità», compresa la possibilità di prevedere misure di ristoro per le attività più colpite, sulla scorta di quanto già avvenuto in altre situazioni emergenziali.
«Qui non stiamo parlando di una singola infrastruttura o di un territorio circoscritto – concludono – ma di una intera provincia bloccata».


Nessun commento