di Mirko Confaloniera

PAVIA – Il basket femminile torna al PalaRavizza dopo quasi vent’anni. L’ultima partita ufficiale di basket femminile giocato in via Treves in realtà fu nel febbraio 2018, quando la Nazionale Italiana femminile disputò una gara valida per la qualificazione agli Europei del 2019. Le azzurre sfidarono la Macedonia e davanti a 3.000 spettatori si imposero per 93-33. Tuttavia, per ricordare una squadra femminile pavese ad alto livello bisogna tornare alla stagione 1996/97, quando l’allora SIVE Pavia militava in serie A1. L’estate precedente la società pavese dell’allora presidente Gabriele Ripa aveva unito le forze con Vittuone e l’accordo prevedeva che il campo da gioco fosse Vittuone nella stagione regolare, mentre Pavia nei play-off. Le pavesi si qualificarono agli spareggi scudetto e arrivarono fino in semifinale, dove furono eliminate da Parma. Fu l’ultima volta che una squadra pavese giocò al PalaRavizza, poiché nel campionato successivo pur continuandosi a chiamare Pavia il club trasferì l’attività a Vittuone e cessò completamente l’attività in via Treves, nonostante la qualificazione alla “Coppa Ronchetti” (la Coppa delle Coppe europea di basket) e la conquista dello scudettino juniores nella U19f. Nell’estate del 1998 il diritto sportivo venne ceduto a un’altra nuova piazza, la Bees Treviglio, dove si trasferì attività e campo di gioco, anche se per un anno ancora conservò il nome di Basket Pavia, ultima stagione “virtuale” nel basket femminile di vertice.

La tradizione cittadina nel basket femminile è stata altissima nella seconda metà del ‘900, fino alle soglie del Duemila, epoca in cui scomparve dai radar di serie A. Pavia arrivò in massima serie già agli inizi degli anni ’50, sponsorizzata “Necchi” (1952/53). Una volta al massimo livello le pavesi si piazzarono al 4º posto assoluto, con in squadra le due nazionali Anna Neri e Anna Sommi: allenatore era l’allora ventenne Lele Rosolen (recentemente scomparso), che iniziò da qui la sua carriera di giocatore e di coach. Nel 1955 la Necchi cessò l’attività e bisognò aspettare il campionato 1960/61 per vedere nuovamente una società di Pavia in massima serie: era la sezione femminile dell’Onda, che nella stagione 1963/64 conquistò il massimo traguardo storico, ovvero il 2° posto in campionato (alle spalle della FIAT Torino) e la qualificazione alla Coppa dei Campioni. Purtroppo, il nuovo sponsor “Firte” fece mancare il contributo promesso per la stagione appena conclusa e Pavia dovette rinunciare all’Europa e cessare nuovamente l’attività.

Ripartita ancora da zero, questa volta con il prezioso contributo di “Annabella”, la pallacanestro femminile ottenne nel 1974/75 la promozione in serie B nazionale. Rosolen riuscì a portare a Pavia Luisa Zambon (ex-nazionale, nonché una delle migliori giocatrici italiane del tempo) che a 34 anni volle concludere la sua carriera, aiutando la squadra a salire nella massima serie. Dopo una nuova scivolata in serie B, l’Annabella tornò nella neocostituita serie A2 (stagione 1979/80) e vi rimase per tutti gli anni ’80 e i primi anni ’90 (quando fu sponsorizzata “Moka Sir’s”). Nel luglio del 1995 entrò a sostenere il club il nuovo sponsor “Gruppo Brasilia-Ulka” e la dirigenza decise di non affrontare un’altra volta la categoria cadetta, bensì di acquisire il diritto di A1F da Avellino, così Pavia dopo 17 anni tornò al massimo livello femminile nazionale. Nella prima stagione di A1 dopo un l’11º posto nella regoular season, la “Brasilia” Pavia ottenne la salvezza grazie al 1º posto nella poule retrocessione, mentre l’anno successivo – targata “Sive” – disputò a Pavia solo i playoff scudetto, venendo eliminata in semifinale.

Da allora il basket femminile pavese è nuovamente ripartito dal basso, ma i vari club (Ghost Pavia, Bridge Pavia, Pavia ’94, Here You Can Pavia) non sono mai arrivati oltre alla serie C: la Pavia ’94 giocò per l’ultima volta al PalaRavizza nella stagione 2009/10, poi la pallacanestro femminile fu relegata in campi di quartiere, come il PalaRasori (Ponte di Pietra) o addirittura fuori città (la HYC a Siziano). Negli ultimi anni la Sanmaurense ha portato avanti il “progetto rosa”, ovvero la creazione di un movimento femminile importante. Iscritta al campionato di Promozione tutt’ora in corso, la formazione biancorossa ha osservato un turno di riposo nella 1° giornata, mentre scenderà in campo questo sabato alle ore 18:00 contro il Basket Femminile Milano Azzurre al campo centrale del PalaRavizza, sullo stesso parquet dove hanno indossato la canotta pavese giocatrici simbolo come Conciatori, Zanierato (nazionale juniores), Montemartini, Vittorio, Necchi, Vietti, Gruppi, Zanotti, Moro (che diventerà play della Nazionale) e le americane Hampton ed Edwards.

“Sabato pomeriggio alle 18 ci sarà la prima partita della nostra squadra femminile di Promozione – ha dichiarato il vicepresidente del club Flavio Suardi – E’ importante, perché la società tiene molto a questo progetto e io voglio ringraziare Massimo Chiodini in primis, il dirigente che ci ha creduto di più di tutti in questi anni a far nascere un settore giovanile femminile, e poi Andrea Budri, che è il coach della Promozione Femminile da un paio di stagioni e che ci ha portato a questo risultato, cioè giocare al PalaRavizza dopo 8 anni che una squadra femminile ha giocato qui: una partita della Nazionale Italiana, organizzata proprio dalla nostra società. Io credo che il settore femminile sia parte fondamentale di un club e noi ci crediamo molto. Le nostre ragazze cercheranno di dare tutto, non mancate!”

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