Di Desiree Corbellini

Il MEC rappresenta il metodo educativo combinato ideato dalla psicologa e pedagogista clinica dottoressa Sebastiana Veneziano in collaborazione con il professor Lucio Cottini.
A differenza di tutti gli approcci scientifici che lavorano solo sull’aspetto cognitivo comportamentale, il MEC agisce su due aree fondamentali di sviluppo: l’area della relazione e l’area della comunicazione con lo scopo di mirare a realizzare la reciprocità, la relazione con i pari e la comunicazione spontanea. Tali obbiettivi vengono raggiunti dal terapista attraverso il TUNING stato di sintonia tra chi insegna e chi apprende. Il MEC si realizza anche attraverso l’utilizzo di rinforzatori dinamici ovvero attività versatili, funzionali e motivanti che permettono al bambino di apprendere in un contesto gioioso.
Un altro aspetto innovativo del MEC è la strategia del peer tutoring che si attiva con l’inserimento di un coetaneo di grandi doti caratteriali che può aiutare l’altro bambino attraverso l’attenta regia del terapista. Le ricerche evidenziano che la presenza del terapista attraverso una connotazione affettiva e la presenza di un coetaneo creano uno spazio di apprendimento e di gioco condiviso.
I risultati sono costantemente monitorati anche nelle fasi di vita successive del bambino e sottolineano che grazie al MEC i livelli adattivi del soggetto con autismo possono migliorare la qualità di vita del bambino per potersi inserire in un contesto scolastico. La dottoressa Sebastiana Veneziano da più di 20 anni in prima linea attraverso un’individuazione precoce dei segnali di rischio dei bambini affetti da disturbo dello spettro autistico attraverso un intervento tempestivo anche nei primi 18 mesi di vita del bambino riesce a migliorare la qualità di vita dello stesso e in futuro della persona coinvolgendo i genitori con il parental training.
I principali pedagogisti contemporanei a cui fa riferimento la dottoressa Sebastiana Veneziano sono: il pedagogista statunitense Benjiamin Bloom che sottolinea l’importanza dell’apprendimento affettivo e il pedagogista francese Edgar Morin il quale afferma che l’educazione deve imparare ad affrontare l’incertezza e l’autismo è il prototipo dell’incertezza in quanto è una continua scoperta.

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