di Mirko Confaloniera
Trebbia, la “Valle più bella del mondo” (cit.), il cui fiume per un breve tratto attraversa anche il nostro territorio. Da Hemingway a Bellocchio, omaggio al “Mare Padano” nascosto fra gli Appennini emiliano, ligure e pavese.
BRALLO DI PREGOLA (PV) – “Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo” (cit.). Questa frase pare sia stata scritta negli anni ’40 in uno dei suoi diari di viaggio niente poco di meno che dallo scrittore e premio Nobel Ernest Hemingway, riferendosi proprio alla suggestiva val Trebbia. L’omonimo corso d’acqua che la attraversa nasce in Liguria (ai piedi del Monte Prelà, 1.406 m. slm), scorre gran parte nella provincia di Piacenza e sfocia in Po nei pressi della città emiliana. Ciò che non tutti sanno è che anche il nostro territorio è attraversato per pochi chilometri dal Trebbia, esattamente nei pressi di Pianellette, frazione del comune di Brallo di Pregola. Il fiume in questo tratto segna il confine fra le province di Pavia e di Piacenza, per cui nei pressi della più nota località “Ponte Organasca” in realtà tutta la sponda sinistra del torrente e della valle appartengono all’Oltrepò Pavese per circa 5 km, ovvero da valle del fosso Inferno fino alla spiaggia di Tumme (cascina Tomba).
La località “balneare” di Pianellette d’estate è presa letteralmente d’assalto da avventori non solo nostrani, ma di tutto il nord Italia: forse non vanta le suggestive gole che si possono ammirare in zona San Salvatore di Bobbio, ma racchiude ugualmente una piccola oasi di pace e relax sita a 60 km da Voghera e a 88 km da Pavia. Un’acqua chiara e cristallina che regala l’unico vero punto balneabile naturale di tutta la provincia pavese – visto che lungo nessuno degli altri principali corsi d’acqua (Po, Ticino, ecc.) è possibile fare il bagno -, l’accesso comodo e semplice, il livello poco profondo che favorisce i guadi in più punti in modo da riuscire a spostarsi agilmente avanti e indietro, ma l’uguale presenza di grossi “vasconi” che permette la possibilità di fare tuffi e di immergersi in profondità, ecc. rendono la “spiaggia di Pianellette” una “location” molto gettonata.
Come arrivarci? Si raggiunge Brallo di Pregola, il comune più a Sud non sono dell’Oltrepò ma di tutta la Lombardia, noto per il suo caratteristico “passo”, posto a 951 m. s.l.m., e dove sorge l’abitato del capoluogo. Dopodiché si “scende” verso la val Trebbia lungo la S.P. 186 in direzione “Genova”, percorrendo la piccola ma incantevole Valle dell’Avagnone, un piccolo torrente affluente del Trebbia, dove le sue briglie formano le affascinanti Cascate di Sant’Ettore (una delle poche cascate del territorio), e dove sulla sponda opposta, abbarbicato sulle pendici del Monte Lesima, si trova il celebre borgo fantasma di Rovaiolo Vecchio.
Dopo la piccola località di “Pianellette”, si arriva al ponte sul fiume Trebbia: ampi parcheggi su ambo le sponde accolgono stalli per auto, moto e quant’altro. Sulla sinistra, in sponda “pavese”, un piccolo sentiero scende fino alle prime radure in riva al fiume, dove è possibile accamparsi e trascorrere una giornata piacevole, sicuramente al riparo dalla canicola della pianura. Sulla sponda “piacentina”, invece, neanche 100 metri dopo il suddetto ponte, sorge la “Fragolina”, un noto chiosco/bar divenuto ormai irrinunciabile punto di riferimento e tappa obbligata per i frequentatori del Trebbia di questa zona.
Se una valle così bella ha fatto innamorare il grande Hemingway, non poteva non mietere altre vittime illustri nel corso degli anni. Il pluripremio David di Donatello regista bobbiese Marco Bellocchio nel suo bellissimo e dissacrante film d’esordio, “I pugni in tasca” (1965), vi girò alcune scene, fra cui la disturbante sequenza del matricidio, ripresa in un sordido bianco e nero in località San Salvatore. Tuttavia, il posto d’onore spetta a “Vacanze in Val Trebbia”, diretto sempre da Bellocchio, ma nel 1980. Un lungometraggio a metà strada fra una fiction e un documentario, dove il regista dipinge un personale ritratto di famiglia sullo sfondo della sua incontaminata valle.
Storicamente la Val Trebbia è famosa per l’epica battaglia in cui, secondo lo storico romano Polibio, nel dicembre del 218 a.C. le truppe di Annibale inflissero all’esercito di Roma una pesantissima sconfitta militare. Successivamente la storia di questa valle si è legata invece ai suoi splendidi borghi (Ottone, Marsaglia, Corte Brugnatella), ma in modo particolare a Bobbio, centro di primaria importanza per il passaggio e il controllo dei traffici mercantili verso Roma attraverso la via del Sale, la via degli Abati e la via Francigena.
A oggi la val Trebbia fa parte di quel territorio chiamato “delle Quattro Province” (Genova, Alessandria, Pavia, Piacenza), che corrispondono a quattro Regioni italiane diverse (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna), caratterizzato da usi e costumi comuni e con un importante patrimonio musicale di canti, musiche e balli “folk” molto affascinanti.


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