di Mirko Confaloniera
PAVIA – Gran finale di Cultfest quest’anno! La rassegna musicale e culturale settembrina che anima il cuore di Pavia è tutt’ora in corso (21-26 settembre). Si tratta di un Festival di musica “live” aperto principalmente alla comunità studentesca universitaria pavese con ingresso gratuito e organizzato dal Coordinamento per il Diritto allo Studio e dal Circolo ARCI “Radio Aut”. Il cortile universitario di Piazza Leonardo Da Vinci, location dell’evento, è aperto ogni sera dalle ore 18:00 con concerti in programma a partire dalle 20:00. Giunto alla sua 5° edizione, quest’anno la serata finale di sabato 26 settembre vedrà come ospiti d’eccezione due grandi band della scena punk italiana, ovvero “Gli ultimi” e i “Derozer”.
I Derozer sono un gruppo musicale punk-rock di Vicenza, che si è fatto strada negli anni inserendosi tra le più note punk-band italiane quali “Punkreas”, “Porno Riviste” e “Gli impossibili”. Pavia sarà l’ultima tappa della tournée estiva “Bar”, che li ha portati a esibirsi in lungo e in largo per riproporre il primo album della loro carriera, dal titolo “Bar” appunto, uscito esattamente 30 anni fa. Nonostante il successo dei Derozer arrivò soltanto con l’album successivo (“Alla nostra età”, 1998, che vendette 200 mila copie!), l’album “Bar” – pubblicato originariamente nel 1995 ed autoprodotto, prima di essere ben accolto dalla stampa specializzata e ristampato dall’etichetta Kob Records – ripropone quel classico punk-rock melodico e tirato di stampo italiano degli anni ’90, con ritmiche veloci, giri di chitarra semplici ed efficaci, e un impatto “live” immediato. La critica e il pubblico lo considerano un disco “cult” della scena underground italiana, privo di sovrastrutture e retorica, incentrato sulla voglia di fare casino e su testi di vita vissuta.
Sabato sera non verranno riproposte solo le 11 canzoni di quell’album d’esordio, ma anche celebri pezzi dei “Rozzi”, che sono entrati di fatto nella cultura di massa, ovvero “Alla nostra età” (un vero e proprio manifesto di vita), “Branca day”, “Fedeli alla tribù”, “Lungo la Strada”, “144”, e tanti altri. Considerando che “Seby”, il cantante del gruppo, è anche uno storico tifoso del Vicenza, e che una vecchia amicizia univa la curva vicentina con la curva pavese, ho pensato di contattare il buon Sebastiano Berlato all’anagrafe e di scambiare con lui due chiacchiere, parlando di tutto un po’: musica, calcio, cinema e quant’altro.

Ciao Seby: innanzitutto ci puoi fare un bilancio della tua carriera musicale con i ‘Derozer’ e dirci, secondo te, com’è cambiato il mondo del “punk” in tutti questi anni? “Suono con i Derozer dal 1993 e da allora abbiamo pubblicato 7 album, una compilation e una manciata di singoli. Abbiamo venduto circa mezzo milione di copie e suonato in tutta Europa e in nord America, qualcosa come un totale di più di 2.000 concerti. E’ cambiato e continua a cambiare tutto: il mondo, le mode, la musica, i costumi e i confini sono cambiati. Noi siamo cambiati. Abbiamo conosciuto il ‘Punk’ più ribelle e ostile, quello più mainstream, ma noi siamo sempre andati dritti per la nostra strada. Ora siamo in un momento tutto sommato positivo. I ragazzi più giovani tornano a imbracciare gli strumenti per urlare il loro disagio e noi siamo con loro”.
Il genere ‘punk’ spesso si lega al mondo delle curve di calcio: è celebre nel vostro repertorio la canzone “Fedeli alla Tribù”, che narra della leggendaria trasferta degli ultras vicentini allo Stamford Bridge di Londra contro il Chelsea – che ricordi hai di quella sera? “Ricordi unici e indelebili, quella per noi tifosi Vicentini fu ‘la Trasferta’. Dopo quell’esperienza tutto cambiò, niente da fare. Purtroppo il risultato non sorrise alla compagine biancorossa, ma gli oltre 5.000 vicentini vinsero sugli spalti. Era la prima volta che vedevamo steward, tornelli, controlli a tappeto, ecc.. Quello fu uno shock, così come il fatto che nei pub non potevi ostentare sciarpe e bandiere”.
Non solo musica e calcio: il Lanerossi Vicenza è stato anche “cinema”, finendo diretto protagonista del film “Ultimo minuto” di Pupi Avati. Che ricordi avete di quei giorni in cui fu girato? “Chiaramente la cosa ci stava un po’ sulle palle, perché nessuno di noi voleva metterci la faccia. In quelle riprese ci sono anch’io, con il megafono in mano, rigorosamente di spalle. Ricordo che la produzione ci chiese di fare un po’ di tifo random un paio d’ore prima del fischio di inizio, ma non furono accontentati”.
Oggi sappiamo che segui le partite del Vicenza con il gruppo “Fedelissimi”: che gruppo è? Quando si è formato? Che aspettative avete? “Allora, i ‘Fedelissimi’ raggruppano tutte le realtà che per motivi soprattutto di età, hanno abbandonato il furore della Curva Sud, per un luogo più ‘tranquillo’. Siamo ben organizzati e contiamo circa 700 tesserati, più altrettanti simpatizzanti. Nelle partite di cartello riusciamo a fare un discreto tifo, anche se non è quello il nostro intento. Il nostro obiettivo è quello di creare una zona ‘safe standing’, per poter vedere la partita stando in piedi, con una bella birra in mano”.
Avete appena festeggiato il meritatissimo ritorno in serie B: siete tornati in quella categoria che reputate “casa” vostra, oppure i tifosi sognano di rivivere i fasti della serie A come negli anni ’90? “Beh, chiaro che chi come me ha avuto la fortuna di vedere Paolo Rossi nel Real Vicenza, la conquista della Coppa Italia e le trasferte europee, sogna ancora il ritorno in massima serie. Tuttavia, il Vicenza vanta 26 anni orribili, per i tifosi più giovani questa è la prima gioia. Giusto che se la godano tutta”.
Parliamo di Vicenza e di… Pavia: che ricordi hai di quella amicizia fra i due gruppi principali di allora (“Vigilantes” e “Indians”) nata negli anni ’80? “Dunque, la prima trasferta a Pavia per me fu nel campionato ‘84/’85 (se non ricordo male…). Ricordo che si instaurò subito un ottimo rapporto con i ragazzi di Pavia, con molti di loro passammo anche in futuro molto tempo assieme, venivano spesso a Vicenza e ci si divertiva parecchio. Poi la vita ci ha divisi, ma ogni tanto con qualcuno ci si rincontra e rivedersi è sempre un piacere e un’emozione!”.
Come tre anni fa alla festa della birra di Cava Manara?“Eh, infatti, come ti dicevo, è stata una bella sorpresa quella volta. Speriamo di vederci anche sabato sera!”
Apriranno le danze i DeDog, i Bro.Mo, e “Gli Ultimi”, nota band street-punk italiana nata a Roma nel 2008 molto attiva nella scena indipendente e che ha un forte legame con il fumettista Zerocalcare, che ha spesso collaborato o condiviso il loro percorso con loro. Dato lo spazio del Cortile Teresiano un po’ limitato, l’ingresso davanti al palco sarà contingentato, per cui si consiglia di arrivare presto. Ingresso a offerta.



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